VELO

 

Velo Veronese dista circa 30 chilometri da Verona. Confina a nord-est con Selva di Progno, a sud-est con Badia Calavena, a sud con San Mauro di Saline e ad ovest con Roverè Veronese.

È situato quasi al centro dell'altopiano della Lessinia. Rispetto al capoluogo provinciale è in posizione nord est.

È il terzo comune più alto della provincia (preceduto solo da Erbezzo e Bosco Chiesanuova) ed è una delle località più turistiche della Lessinia. Si colloca tra il monte Stozè e il monte Purga, sulla dorsale tra la Val Squaranto e la Val d'Illasi.

Il comune, oltre al capoluogo, è contraddistinto dalla presenza di numerose contrade tra cui La Ba, Alla Croce e Al Pezzo. Nel territorio della frazione di Camposilvano si trova la Valle delle Sfingi, una valle con rocce affioranti e lunga quasi un chilometro, vero nome "le Buse" o valle del "Bruto" dal cognome degli antichi proprietari.

La sede comunale si trova a 1087 m s.l.m., l'altitudine massima è 1434 m s.l.m., mentre quella minima è circa 700 m s.l.m. Il grado a rischio sismico è nella zona 3 (basso).

L'etimo di Velo Veronese (lingua cimbra: Vellje-Feld, tedesco: Feld) è incerto, forse preromano (condiviso con Velo d'Astico nel vicentino), forse "villus" (suolo rivestito d'erba), forse "vela" (campo triangolare a forma di vela).

Sul Monte Purga, la presenza umana affonda nella preistoria; risale all'età del Ferro e rientra nel complesso sistema dei castellieri, villaggi fortificati uniti tra loro da sentieri. In epoca romana fu poi eretto un piccolo forte, dove oggi si trova una ottocentesca cappella. In questa epoca si può ipotizzare la nascita del nucleo abitativo che darà origine al paese di Velo Veronese. È probabile che Velo come nucleo abitato fosse presente precedentemente all'editto di Bartolomeo della Scala. Il ruolo di Velo nei Tredici Comuni Veronesi fu importante, Caterina Visconti creò il Vicariato della Montagna all'inizio del XV secolo e per molto tempo, tra il XVII e il XVIII secolo, Velo fu sede del Distretto della Montagna. La storia del paese si identifica completamente con la storia della comunità cimbra che a sua volta si inserì, o meglio si incastonò, perfettamente nel veronese seguendone le sorti. Il tutto perdendo la lingua ma mantenendo le tradizioni.

Opera di Donato di Lugo. All'interno un battistero ottagonale in marmo rosso del 1533. All'esterno, murati nelle pareti, si trovano alcune iscrizioni quattro e cinquecentesche ed esempi altrettanto antichi e belli della scultura popolare dei Lessini. La chiesa è dedicata al culto di san Giovanni Battista, santo particolarmente venerato nella tradizione cimbra.

San Carlo si narra che passò e dimorò a Camposilvano, allora uno dei 13 comuni cimbri, sulla via del Concilio di Trento. Fu costruita nel 1606 è dedicata a Lui anni prima che fosse proclamato santo.

Resti della rocca sono tuttora visibili in cima al Monte Purga, ove ora si trova una chiesetta.

  • Covolo

A Camposilvano, si tratta di una grandissima cavità naturale nata da un crollo, totalmente esposta all'esterno, che ha la forma di un quarto di sfera irregolare con le sue misure: largo 70 metri, alto 35 metri e profondo 50 metri. Prima del crollo era una enorme cavità carsica. Nel suo interno ha un microclima di inversione termica, tanto che è possibile avere nevicate estive all'interno del Covolo. La struttura aveva una presenza umana risalente almeno a 50.000/70.000 anni prima di Cristo.

Una valle con rocce affioranti lunga quasi un chilometro, ha una serie di monoliti in calcare modellati dalla disgregazione e dall'erosione. Sono allineati sul fondovalle e regolarmente distanziati l'uno dall'altro. Alcuni hanno forme particolari.

fonte wikipedia